IL DENARO

2 settembre 2005

 

INTERVISTA CON CLAUDIO AZZOLINI

Un’Europa Grande per un Grande Mediterraneo

 

di Ada Saverio

 

Claudio Azzolini, deputato e presidente della Delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, è tra i più convinti assertori della politica euromediterranea e come tale, ha fin dall’inizio condiviso l’impegno della Fondazione Mediterraneo e del suo Presidente Capasso, nell’azione di promozione del dialogo tra le due rive del Mediterraneo. Tra il ’94 e il ’99, Claudio Azzolini ha rappresentato il Parlamento europeo, quale deputato del Ppe, nell’Assemblea dei Parlamenti Euromediterranei e, successivamente, dal 2001 rappresenta il Consiglio d’Europa anche nella neocostituita Assemblea dei Parlamenti Mediterranei. Azzolini è reduce dal Bureau del Consiglio d’Europa svoltosi stamane a Montecarlo per la prima volta dopo l’ingresso del Principato di Monaco quale 46° Stato dell’Assemblea Parlamentaree di Strasburgo.
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D. Perchè la nascita di questa nuova Assemblea tutta mediterranea?
R. E’ evidente che il lento procedere del processo di Barcellona di cui celebriamo il decennale quest’anno ha indotto i Parlamenti dei Paesi Mediterranei ad una presa d’atto se non proprio negativa, decisamente di insufficienza e di conseguente delusione in molti Governi dell’area.
D. Allora è l’Europa che ha fallito?
R. Diciamo che l’Europa, l’Unione Europea per l’esattezza, ha avuto in questi ultimi dieci anni problemi di crescita e di consolidamento, al tempo stesso, dell’esistente. Ciò può aver determinato, a mio avviso, l’esigenza di scelte prioritarie in termini anche di sola attenzione, se non di interventi concreti, da parte della Commissione europea, in mancanza dei quali si è determinato questo rallentamento nel processo di Barcellona.
D. Quale ruolo può giocare in questo scenario il Consiglio d’Europa?
R. Dalle pagine di questo giornale ed in tempi “non sospetti” — mi riferisco agli anni del mio mandato parlamentare europeo, quindi parliamo di circa dieci anni or sono — realizzammo uno ”speciale” dal titolo “Europa: rotta Mediterraneo”. “Nemo profeta in patria”, si dirà, il tempo è trascorso e molto non è stato fatto da parte di chi aveva il dovere ed avrebbe avuto anche l’interesse d’intervenire per accelerare i tempi di attuazione di quella politica euromediterranea. Eppure qualcosa si è, nel contempo, realizzato grazie alla Fondazione Mediterraneo che, come si è visto, ha “seminato“ con costante dedizione ed “arato” il campo dei Valori condivisi, del dialogo interculturale e interreligioso. Il Presidente Erdogan riceve oggi un riconoscimento che gli fa onore, ma di certo rende, al tempo stesso, merito a quanti hanno lavorato per la Fondazione Mediterraneo nella “Maison de la Méditerranée”. Il Consiglio d’Europa, di cui la Turchia fa parte da tempo, rappresenta la cornice naturale più autorevole (vale la pena ricordare che è la più antica istituzione paneuropea fondata da Winston Churcill nel 1949) entro la quale può realizzarsi il progetto “Grande Mediterraneo”.
D. Sembra che l’evento odierno debba rappresentare una grande svolta…?
R. Il Mediterraneo, i Suoi Popoli hanno preso coscienza di se e, dunque, l’Unione europea deve prendere, a sua volta, atto che non è più tempo di burocrati ma di Politici.
Io sono ottimista per natura e quindi sono fiducioso anche nel possibile recupero di occasioni mancate attraverso una maggiore sinergia tra soggetti istituzionali di rappresentanza parlamentare e organismi come la Fondazione Mediterraneo alla quale, mi piace ricordarlo, nel 2002 il Parlamento italiano, per iniziativa mia e del Collega Antonio Maccanico, ha riconosciuto il pluriennale impegno assolto con una legge “ad hoc”.
D. Su questo scenario come si colloca la Campania?
R. Da anni vado ripetendo che l’Italia ed in particolare Napoli e la Campania rappresentano la “cerniera” naturale tra l’Europa ed il Mediterraneo. C’è bisogno quindi di attivare con la necessaria competenza questa cerniera in un’ottica di interesse condiviso dalle due sponde del “Grande Mediterraneo”. Le ho detto che sono ottimista e quindi sono fiducioso che l’evento odierno potrà contribuire a fare chiarezza e sollecitare ciascuno ad assolvere responsabilmente al proprio ruolo.