IL DENARO
21/12/2005
Fini: Costruiamo occasioni di
dialogo
Il vicepresidente del Consiglio dei
Ministri e ministro degli affari esteri, Gianfranco Fini visita la sede della
Fondazione Mediterraneo — Maison de la Méditerranée in
occasione di un incontro tra i giovani dei 35 Paesi del partenariato
Euromediterraneo e di Paesi arabi, organizzato dalla stessa Fondazione in
collaborazione con la Fondazione euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra
le culture e con il patrocinio dello stesso Ministero degli affari esteri.
Il ministro
Fini
viene accolto dal presidente della Fondazione Mediterraneo,
Il titolare della Farnesina
visita la sede della Fondazione e la bella mostra “Architetture del
Mediterraneo” per poi firmare il registro d'onore della Fondazione, con un
messaggio in cui si esprime “gratitudine e ammirazione” per l'impegno della
Fondazione “strumento principale per il dialogo e il confronto tra i popoli del
Mare Nostrum, affinché questi possano davvero
costruire un futuro di pace e prosperità condivisa”.
Nell’occasione Claudio Azzolini
ripercorre l’itinerario della Fondazione sottolineando
l’intesa istituzionale raggiunta con i vari Paesi e l’impegno assunto dal
Parlamento italiano nel sostenere la Fondazione con un intervento bipartisan che ha visto l’accordo di tutte le parti
politiche.
Successivamente il ministro
Fini incontra circa 90 giovani di ambo i sessi provenienti da 40 Paesi: i 35
aderenti al partenariato euromediterraneo ed i paesi arabi non euromed.
“Solo abbattendo il luogo comune della
modernità intesa come cancellazione delle tradizioni gli europei potranno
costruire con il mondo arabo-musulmano un rapporto
paritario basato sul reciproco rispetto delle diversità ma soprattutto fondato
sulla coscienza della propria identità, unico antidoto efficace al dilagare
della xenofobia e del razzismo”.
E' questo il principale spunto su cui
riflettere che il vicepremier e ministro degli esteri Gianfranco Fini ha fornito in un'insolita
tavola rotonda: due ore intense di botta e risposta, tra provocazioni e
domande, che hanno dato a Fini l'occasione per sottolineare un concetto
fondamentale: “Non c’è contraddizione tra modernità e tradizione, tra modernità
e rispetto delle identità profonde, tra modernità e rispetto delle comunità
arabo-musulmane. La globalizzazione è una grande opportunità che non può essere vista come
omologazione”, è stato questo il commento del titolare della Farnesina al termine dell' incontro con i giovani: un’idea
lanciata dallo stesso Fini nel luglio scorso in occasione di un incontro con
gli Ambasciatori della Lega Araba e fatta propria dalla Fondazione Mediterraneo
che l’ha allargata a tutti i 35 Paesi euromediterranei attraverso la
simulazione della recente Conferenza di Barcellona.
Un appuntamento che deve diventare
regolare — conclude il ministro Fini - ogni anno,
magari a Napoli, tutto dedicato ai giovani europei, mediterranei e dei Paesi
arabi.
Gli fa eco il governatore della
Campania Bassolino — intervenuto all’incontro - manifestando la piena
disponibilità della Regione a cooperare per questa iniziativa.
Il presidente Capasso commenta così:
“E’ la prova che quando i temi sono veri ed attuali, specialmente nel
Mediterraneo, a guidare la nostra rotta di pace e solidarietà non sono certo la
destra o la sinistra ma il Nord, il Sud l’Est e l’Ovest”.