IL DENARO

21/12/2005

 

Fini: Costruiamo occasioni di dialogo

 

Il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli affari esteri, Gianfranco Fini visita la sede della Fondazione Mediterraneo — Maison de la Méditerranée in occasione di un incontro tra i giovani dei 35 Paesi del partenariato Euromediterraneo e di Paesi arabi, organizzato dalla stessa Fondazione in collaborazione con la Fondazione euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture e con il patrocinio dello stesso Ministero degli affari esteri.

Il ministro Fini viene accolto dal presidente della Fondazione Mediterraneo, Michele Capasso, dal responsabile per i rapporti istituzionali Claudio Azzolini e dalla vicepresidente Caterina Arcidiacono. Fini, accompagnato dal Capo di Gabinetto Giampiero Massolo e dal direttore generale della Farnesina per il Mediterraneo e Medio Oriente Riccardo Sessa, manifesta compiacimento per il lavoro svolto dalla Fondazione auspicando una cooperazione ancora maggiore con il suo ministero.

Il titolare della Farnesina visita la sede della Fondazione e la bella mostra “Architetture del Mediterraneo” per poi firmare il registro d'onore della Fondazione, con un messaggio in cui si esprime “gratitudine e ammirazione” per l'impegno della Fondazione “strumento principale per il dialogo e il confronto tra i popoli del Mare Nostrum, affinché questi possano davvero costruire un futuro di pace e prosperità condivisa”.

Nell’occasione Claudio Azzolini ripercorre l’itinerario della Fondazione sottolineando l’intesa istituzionale raggiunta con i vari Paesi e l’impegno assunto dal Parlamento italiano nel sostenere la Fondazione con un intervento bipartisan che ha visto l’accordo di tutte le parti politiche.

Successivamente il ministro Fini incontra circa 90 giovani di ambo i sessi provenienti da 40 Paesi: i 35 aderenti al partenariato euromediterraneo ed i paesi arabi non euromed.

“Solo abbattendo il luogo comune della modernità intesa come cancellazione delle tradizioni gli europei potranno costruire con il mondo arabo-musulmano un rapporto paritario basato sul reciproco rispetto delle diversità ma soprattutto fondato sulla coscienza della propria identità, unico antidoto efficace al dilagare della xenofobia e del razzismo”.

E' questo il principale spunto su cui riflettere che il vicepremier e ministro degli esteri Gianfranco Fini ha fornito in un'insolita tavola rotonda: due ore intense di botta e risposta, tra provocazioni e domande, che hanno dato a Fini l'occasione per sottolineare un concetto fondamentale: “Non c’è contraddizione tra modernità e tradizione, tra modernità e rispetto delle identità profonde, tra modernità e rispetto delle comunità arabo-musulmane. La globalizzazione è una grande opportunità che non può essere vista come omologazione”, è stato questo il commento del titolare della Farnesina al termine dell' incontro con i giovani: un’idea lanciata dallo stesso Fini nel luglio scorso in occasione di un incontro con gli Ambasciatori della Lega Araba e fatta propria dalla Fondazione Mediterraneo che l’ha allargata a tutti i 35 Paesi euromediterranei attraverso la simulazione della recente Conferenza di Barcellona.

Un appuntamento che deve diventare regolare — conclude il ministro Fini - ogni anno, magari a Napoli, tutto dedicato ai giovani europei, mediterranei e dei Paesi arabi.

Gli fa eco il governatore della Campania Bassolino — intervenuto all’incontro - manifestando la piena disponibilità della Regione a cooperare per questa iniziativa.

Il presidente Capasso commenta così: “E’ la prova che quando i temi sono veri ed attuali, specialmente nel Mediterraneo, a guidare la nostra rotta di pace e solidarietà non sono certo la destra o la sinistra ma il Nord, il Sud l’Est e l’Ovest”.