IL MATTINO
30/03/2006

 

Galassia guarda al Mediterraneo

 

 

Pasquale Esposito La Fiera del Libro può aiutare la valorizzazione del patrimonio artistico napoletano. Partendo da questo assunto Franco Liguori - ideatore di Galassia Gutenberg e presidente dell’omonima associazione che diciassette anni fa si presentò al pubblico napoletano nei padiglioni della Mostra d’Oltremare, ha presentato l’edizione 2006 della rassegna che si svolgerà, come è noto, da sabato a martedì prossimi nella nuova sede di Castel dell’Ovo. Sarà un Salone che esalterà - ha detto - insieme con altri filoni e sezioni, il ruolo del Mediterraneo e - all’interno di esso - quello di Napoli città-cerniera fra culture differenti: quella europea, occidentale, e quella delle terre del continente africano e dell’Asia minore, le cui sponde sono bagnate, legate, dallo stesso mare. La sede, dunque. Quella «storica», ampia, della Mostra d’Oltremare è stata abbandonata (e nessuno ne ha spiegato le ragioni), quella nuova - Castel dell’Ovo con il coinvolgimento del Borgo Marinari e dei suoi locali (per una sorta di effetto-Festivaletteratura di Mantova, un «villaggio del libro») per spettacoli e aperitivi con gli autori, e del vicino centro congressi della Federico II - è stata giudicata più idonea, più centrale sia da Liguori che dall’assessore comunale alla Cultura Rachele Furfaro: «Per i giovani - ha detto - ma anche per gli altri visitatori di Galassia sarà più comodo venire a Castel dell’Ovo, più a portata di mano». Nel corso della conferenza stampa - sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Iervolino, per la Regione il vicepresidente della giunta, Valiante, e l’assessore alle Pari opportunità Rosa D’Amelio, per la Provincia il vicepresidente Antonio Pugliese, il vicepresidente dell’associazione librai italiani, Paolo Pisanti, per Ansamed Enrico Tibuzzi, il presidente della Fondazione Laboratorio Mediterraneo Michele Capasso - Liguori ha auspicato che Galassia sia per Castel dell’Ovo quello che il Lingotto è diventato grazie al Salone del Libro di Torino: l’occasione di un utilizzo, d’una valorizzazione di un bene storico, artistico, antico (il «castrum lucullanum» con qualche secolo in più) in chiave moderna. La cultura, i libri, la multimedialità come volano - quindi - per una maggiore presenza sul e nel territorio di un monumento legato alla storia della città, per farlo vivere ai tempi d’oggi. I filoni di questa Galassia, dunque, che ha scelto come simbolo-guida la metafora della «Rosa dei venti» che aiuta a orientarsi fra segni diversi: il Mediterraneo, innanzitutto, con la supervisione specialistica della Fondazione di Capasso (domenica incontro su «Il grande Mediterraneo: dal dialogo alle alleanze tra le civiltà» al centro congressi della Federico II) e di Ansamed; «Donne in bilico», serie di incontri con scrittrici (sabato la spagnola Lucia Extebarria sarà intervistata da Iaia Caputo: seguiranno l’albanese Ornela Vorpsi, poi una retrospettiva ricorderà Goliarda Sapienza, scomparsa dieci anni fa, infine l’incontro con la palestinese Suad Amiry. Un altro filone della Fiera del Libro e della Multimedialità è riservato alla Sardegna, alla cultura isolana attraverso la narrativa dei suoi autori in due incontri a cura di Goffredo Fofi con Salvatore Niffoi, Giulio Angioni, Alberto Capitta, Giorgio Todde: non c’è, come si nota, Gavino Ledda (autore del celebre Padre padrone). E ancora: il romanzo arabo e i suoi scrittori animeranno «Caffè letterario arabo», rassegna curata da Isabella Camera d’Afflitto, Pedro Cano, artista che ha operato nella nostra città per lungo tempo, presenterà una serie di acquarelli nella sezione «Carnets di viaggio» che (mutuata dall’esperienza francese dei «Cahièrs de voyage») darà conto - insieme alla mostra di Stefano Favarelli che racconterà con disegni e acquarelli i Sud del mondo - di un nuovo filone editoriale, la letteratura legata al viaggiare. E per finire, l’omaggio a Mario Soldati, nel centenario della sua nascita, il primo in Italia.