IL DENARO
20/06/2006
Un Presidente euromediterraneo
di Michele Capasso*
Caro Presidente, bentornato a Napoli.
Città capace di “pensare europeo” e “respirare
mediterraneo”. A nome dei membri del Consiglio della
Fondazione Mediterraneo — Predrag Matvejevic’,
Pat Cox, Walter Schwimmer, Claudio Azzolini,
Nullo Minissi, Caterina Arcidiacono, Ignacio Ramonet, Wassyla Tamzali, Lucio Caracciolo, Antonio Badini,
Carmen Romero, Gamal Al Ghitany, Ahmed Jebli, Amin Zaoui,
Antonio Ferrari, Nasser El Ansary, Edwar
Lannon, Alvaro de Vasconcelos,
Jerzy Axer, John L.Esposito, Mohamed Salmawi, Abdo Wazen, Said
Essaid, Wijdan Ali, Dunia Abourachid, Abdo Wazen — Le esprimo con
profonda convinzione il sollievo che l'Istituzione più importante della
Repubblica abbia trovato in Lei il continuatore di quella linea che, attraverso
Pertini e Ciampi, richiama
l'Italia dell'antifascismo e della Resistenza in un momento in cui i valori
morali, etici e politici sembrano sbiaditi.
Il Mediterraneo, Presidente, è un antico spazio geografico e
politico, ma costituisce anche la rappresentazione che oggi racchiude il
bisogno di dialogo tra le culture, di pace, di integrazione
tra innovazione e tradizione, di diritti individuali e di solidarietà sociale.
Ormai da troppo lungo tempo il Mediterraneo è percorso da
tensioni, crisi e conflitti che hanno lacerato il tessuto di una convivenza
pacifica e prosperosa. La recrudescenza del terrorismo e il rischio di una
frattura fra chi crede nel dialogo e chi va dritto
allo scontro di civiltà impone un accresciuto impegno di Governi e istanze
della Società Civile per promuovere una Coalizione di valori e d’interessi
condivisi.
In un contesto internazionale
quanto mai preoccupante occorre restare in campo e schierarsi con le forze del
dialogo e della ragione. Il vero nemico, accanto alla rassegnazione, è il vuoto
compiacimento di chi morfinizza solo la punta dei
problemi sperando di offuscarne la visione.
Il Mediterraneo non deve più essere oggetto di programmi
politici decisi altrove ma soggetto di strategie che
siano espressione diretta dei bisogni reali di ciascun popolo. Il nostro
impegno, qui a Napoli, città in cui auspichiamo possa
svilupparsi ancora di più una cultura dell’” Accoglienza”, è dar voce alla
Società Civile, promuoverne gli scambi e l’inter-azione. Conosciamo
l’importanza della soluzione politica delle crisi e della collaborazione
economica, ma siamo convinti che siano la pienezza degli scambi culturali tra
le Società Civili a fornire il vero indicatore della qualità delle relazioni
fra i Paesi del Grande Mediterraneo.
*presidente Fondazione Mediterraneo