"TRIESTE FILM FESTIVAL"
Incontri con il Cinema dell’Europa Orientale
17-24 gennaio 1999
RELAZIONE INTRODUTTIVA
di Riccardo Illy
Sindaco di Trieste
La storia, soprattutto degli ultimi anni, offre a Trieste l’opportunità di riconsiderare il suo ruolo all’interno dell’Europa e di accantonare definitivamente la fisionomia di città di frontiera per riproporsi quale centro operoso di fervidi scambi di uomini, idee, esperienze, merci, in coerenza con gli obiettivi che dall’inizio del Settecento ne avevano determinato il poderoso lancio commerciale.
Slataper così esordiva in il mio carso: "Vorrei dirvi: Sono nato in carso (…) Vorrei dirvi: Sono nato nella pianura morava (…) Vorrei ingannarvi, ma non mi credereste".
Erano ipotesi lontane della verità, eloquenti della vistosa letterarietà con cui il "Sigfrido dilettante" si sforzava d’imbarbarire il sangue stanco della "città"; ma erano anche la spia di una realtà che, pur alimentata da un tessuto multinazionale, già aveva le caratteristiche del "confine" psicologico e culturale, preludio certo del successivo confine politico ed economico. Ora Trieste può invece guardare con spirito diverso alla sua natura e alla sua storia, sospinta dalla legittima ambizione di ridivenire protagonista sullo scenario della nuova Europa.
Con una ritualità che conferisce sempre maggior prestigio alla manifestazione. Alpe Adria Cinema ha organizzato quest’anno la decima edizione degli Incontri con il cinema dell’Europa centro orientale. I più di duecentocinquanta film, suddivisi in varie sezioni, consentono di ricostruire la cultura dell’area balcanica e danubiana, con la quale Trieste da tempo si confronta dialetticamente e di cui la cinematografia è fedele testimonianza.
Come in ogni ambito artistico, infatti, anche nel cinema la ricerca espressiva s’accompagna, nelle produzioni più attente e speculative, all’analisi e spesso alla sagace critica della realtà.
Cosi i film, provenienti da Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Germania, Jugoslavia, Kazachistan, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Slovena, Svizzera e ungheria, ben riflettono le anime diverse e complesse dell’Europa centro orientale con uno sguardo che affonda le radici nel Novecento grazie alle commedie, i musical e le pellicole a suo tempo censurate di produzione polacca, ceco-slovacca e ungherese, venate dall’impegno socio-politico e significative anche perché ci propongono le opere prime dei principali cineasti della Scuola di Lodz, da Polański a Wajda, da Kieśzlowski a Zanuss
In questa occasione Alpe Adria Cinema sta realizzando un CD Rom che ripercorre attraverso saggi, fotografie, sequenze e altre documentazioni i dieci anni degli Incontri con il cinema dell’Europa centro orientale. Ed è per celebrare tale tappa significativa e per sottolineare l’importanza della rassegna nel quadro ormai ricco e prestigioso delle offerte culturali cittadine che l’amministrazione comunale mette da quest’anno in palio il premio "Trieste" per il miglior lungometraggio.