"Il Secolo XIX"
1 luglio 1995
MEDITERRANEO LAICO E DEMOCRATICO
di Antonella Viale
Un Mediterraneo laico, democratico, unito per la prima volta, di nuovo interlocutore primario tra le potenze europee. Questo è l’obiettivo della Fondazione Laboratorio Mediterraneo che ieri ha presentato il proprio programma in una sede di grande prestigio: l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli. Sono intervenuti relatori di prim’ordine: Predrag Matvejevic’, Edgar Morin, Tahar Ben Jelloun, Gerardo Marotta alcuni tra i componenti del Comitato internazionale, che hanno illustrato l’attività e i progetti della Fondazione.
Predrag Matvejevic, poeta del Mediterraneo e, suo malgrado, scrittore della guerra sottolinea quanto siano antiche le divisioni tra i paesi del "Mare interno": "Poco dopo aver ricevuto il Nobel, Ivo Andric mi spedì una copia italiana di un suo romanzo. Con la dedica "firmata" da Leonardo da Vinci: "Da Oriente a Occidente in ogni punto è divisione". Questa frase mi ha sorpreso. Quando e come l’artista che l’ha formulata ha potuto fare un’osservazione o un’esperienza di tal genere? Non l’ho ancora scoperto. Ma ho pensato spesso alla citazione. Oggi, forse, il volume è sepolto sotto le macerie della casa di Mostar, insieme all’epistolario tra Andric ed il padre dello scrittore. Ma gli interrogativi rimangono, incalzanti, drammatici: potremo fermare o impedire nuove divisioni in ogni punto, da Oriente a Occidente".
Quando? Come? Sono domande che restano senza risposta. E questo dice l’urgenza di porle e di rifletterci, in un momento decisivo della storia europea e la modificazione delle relazioni su scala mondiale. La Fondazione Laboratorio Mediterraneo si propone di elaborare risposte a questi interrogativi. L’obiettivo principale è stimolare il dialogo, la comunicazione e il rispetto tra le differenze di spazi, interessi e culture. E’ un’avventura quasi epica, questa della Fondazione, che nasce nel dicembre ’94 con l’appello da Napoli per Sarajevo, presentato da Matvejevic’ e Michele Capasso. Un testo ormai noto, sottoscritto da decine di intellettuali europei. Ma non basta. La dichiarazione d’intenti è incompleta senza un’azione coerente. "Non potevamo pensare alle bombe e ai missili su una sponda dell’Adriatico e alle vacanze in spiaggia dall’altra", racconta Michele Capasso, ex titolare di un’importante studio di architettura e ingegneria di Napoli "così abbiamo trasformato radicalmente le nostre vite. Predrag si è stabilito definitivamente in Italia. Io ho chiuso lo studio, ho fatto una "donazione in vita" della mia casa e l’ho trasformata nella sede della Fondazione, ho venduto tutto ciò che avevo e, insieme ai fondi devoluti dai componenti del Comitato internazionale, ho ricavato di che mandare avanti i programmi per un paio d’anni. L’indipendenza è indispensabile per non sottostare alle leggi della "democratura" – neologismo di Matvejevic’ che parla da sé – e in particolare alle esigenze dei rappresentanti politici che ragionano in termini elettorali".
Concretamente, a sette mesi dalla nascita, il Laboratorio Mediterraneo ha dato il via ad una trentina di progetti di ricerca che si svolgono nei luoghi più disparati e affrontano le tematiche più diverse. La Fondazione, inoltre, ha coinvolto le grandi metropoli mediterranee in una serie di congressi internazionali a tema e ha dato vita a una casa editrice.
Dal giardino pensile (diciotto varietà di piante mediterranee) della Fondazione si vede Napoli – il porto, il centro storico – e si vede il mare. I progetti di Capasso, di Matvejevic, di decine di intellettuali europei sembrano a portata di mano.