"IL MESSAGGERO"
29 novembre 1995
NASCE A BARCELLONA UN’EUROPA PIU’ MEDITERRANEA
Chiusa la Conferenza euro-araba
di Josto Maffeo
Barcellona – "L’Europa è diventata un po’ meno nordica e più mediterranea". E’ il giudizio positivo di Susanna Agnelli, ma è anche opinione comune tra i partner dell’Unione europea a conclusione di una Conferenza mediterranea di Barcellona che costituisce il primo passo di una nuova era nei rapporti tra i ventisette Paesi che si affacciano sulle rive del nostro mare comune. Politica, economia, commercio e cooperazione culturale e sociale saranno d’ora in poi i pilastri di relazioni che sul piano multilaterale sono inedite tra il nord e il sud del Mediterraneo. Ma aldilà delle prospettive di questo nuovo corso della riscoperta amicizia con i Paesi del sud, l’Europa ha già avuto modo di constatare che incontri come quello concluso ieri possono aprire nuovi spiragli in direzioni non programmate. Come, per esempio, il primo faccia a faccia, attorno allo stesso tavolo, di un ministro degli Esteri israeliano, Ehud Barak, e del suo collega siriano Al-Sharaaa. Mano tesa di Tel Aviv, una proposta di farla finita con la belligeranza che stavolta si è rivelata infruttuosa. Ma pur sempre un botta e risposta alla ricerca di una pace che, se non prossima, è indubbiamente meno lontana a partire da ieri.
Per l’Unione Europea hanno parlato il premier spagnolo e il suo ministro degli Esteri Solana. Entrambi soddisfatti perché "il documento finale – ha detto Gonzàlez – è stato approvato all’unanimità e si apre così un futuro di grande speranze". D’accordo il ministro degli Esteri algerino, Dembri, portavoce del Sud: "C’è consenso globale senza riserve. Il Mediterraneo sarà luogo di convergenza, il nostro è un grande progetto su una base paritetica".
Si tratta di una dichiarazione di buone intenzioni: grandi programmi e prospettive a tutto campo. Ma non sarà facile tradurre in realtà. Più o meno unita, l’Europa teme l’esplosione demografica del Sud e già fa i conti con l’emergenza immigrazione, soprattutto quella clandestina.
Dall’altra parte del mare manca omogeneità, le rivalità tra alcuni paesi sono più che evidenti, le relazioni commerciali sono tutte da incrementare e le strutture, soprattutto quelle produttive, necessitano dell’esperienza, della tecnologia e dello stimolo europeo. Naturalmente accompagnato da stanziamenti. E allora, ecco che l’Unione europea fa il primo passo iniettando l’equivalente di undicimila miliardi di lire; poi verranno i finanziamenti del Bei ed altri denari per far crescere il sud, ma contenendo i flussi immigratori che tanto ci preoccupano.