ROMA

22 luglio 2003

 

 

Alle Regioni un ruolo per definire

le autostrade del mare

 

 

di Fabio Postiglione

 

NAPOLI – Napoli città del dialogo, dei confronti, delle proposte tra i paesi del Mediterraneo. E nuova capitale d’Europa, perché giusta cerniera tra i paesi del nord e le nazioni che si affacciano nel bacino mediterraneo. Il sud d’Italia, guidato dalla Campania potrà trasformarsi in un nord per un altro sud del mondo ed essere la porta verso la nuova Europa: quella del mare e dei dialoghi di pace, tra i paesi che godono delle stesse acque. L’unica e reale prospettiva di sviluppo concreta, condivisibile e quindi sostenibile, per Napoli, la Regione Campania e il Mezzogiorno passa per l’Europa e per la politica Euromediterranea. Lo ha sostenuto Michele Capasso, direttore generale della “Maison de la Méditerranée”, organo istituzionale nato per promuovere e facilitare il dialogo e il confronto tra i paesi del Mediterraneo. L’occasione è nata dalla Conferenza delle regioni periferiche marittime d’Europa, che ha riunito a Napoli circa 150 rappresentanti delle regioni europee appartenenti a 26 stati mediterranei, membri e non dell’Unione Europea.

“La scelta di Napoli come sede di tale incontro ha un chiaro segnale – ha detto Capasso – La città culturalmente è legata al mare e quindi si candida a rappresentare al meglio tutti i paesi del partenariato”. Obiettivo primario della Conferenza delle regioni è rilevare lo stato del reale avanzamento delle politiche regionali a livello europeo, così come è stato evidenziato da Claudio Martini presidente della Crpm (Conference des regions peripheriques maritimes d’Europe). “Solo attraverso la regionalizzazione, le istituzioni possono trasferire in politiche concrete le richieste della società civile”. Il riferimento è alla ristrutturazione dei nuovi fondi strutturali Por “che nel 2007, con l’allargamento dell’Europa ai paesi dell’Est, avrà meno risorse disponibili”. Il fine dunque resta “rinnovare l’Obiettivo 2 e puntare sulla qualità dei programmi e non disperdere i fondi disponibili in molteplici attività”. Ma non basta, perché per lo sviluppo dei paesi del Mediterraneo “bisogna puntare l’attenzione sull’attività agricola e agroalimentare adattandola alle specificità delle singole regioni, sulla formazione, dove le istituzioni locali sono principali coordinatori, ma soprattutto in materia di trasporti”.

L’attenzione del presidente Martini è alle autostrade del mare “primo punto dal quale partire per un reale sviluppo delle regioni”, con le linee generali seguite dal vertice dei ministri europei. Ma le decisioni a riguardo dovranno “essere prese dalle singole istituzioni locali e non dagli stati membri”. La regione dunque sarà il fulcro per la nuova società civile. Ma non bastano i propositi, occorrono “fatti che possono realmente attuare le politiche mediterranee”. Il riferimento è di Claudio Azzolini, vicepresidente della Maison de la Méditerranée. “Condivido l’apertura della Regione Campania verso il dialogo nel Mediterraneo – ha detto – La creazione dell’Assessorato ai Rapporti del Mediterraneo (assessore Luigi Anzalone) è un primo passo”, ma Azzolini si augura “che non sia solo un’opera di facciata, ma che presto tramuti le parole in opere concrete”.