IL DENARO
22 luglio 2003
di Nadia Pedicino
La Campania, almeno per il momento, può stare tranquilla. Nessuna decisione è stata ancora presa in merito alla possibilità di eliminare la regione dall’assegnazione dei fondi europei dopo il 2006. E’ quanto emerso ieri, lunedì 21 luglio nella riunione dell’ufficio politico della Conferenza delle Regioni periferiche marittime d’Europa (Crpm). L’incontro si è svolto alla Maison de la Méditerranée a Napoli, su invito della Regione Campania rappresentata dall’assessore ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo, Luigi Anzalone e da Antonio D’Andria, consigliere diplomatico del presidente dell’Ente di Palazzo Santa Lucia, Antonio Bassolino.
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L’allarme sul possibile taglio dei fondi europei per le regioni del Sud già dal
primo gennaio 2007 era stato lanciato da un rapporto del gruppo di esperti
presieduta dall’economista belga Andrè Sapir, redatto per conto della Commissione di Bruxelles.
Trattandosi però di uno studio accademico, il rapporto affronta la questione
del bilancio comunitario in maniera avulsa dalla realtà politica proponendo una
rivisitazione totale dei fondi. Il testo propone di destinare all’agricoltura
lo 0,15 per cento del prodotto nazionale lordo comunitario, quando adesso la
spesa è dello 0,50 per cento. Si riduce quindi di un terzo la spesa agricola.
La riduzione è altrettanto importante per i fondi strutturali anche se il
taglio sarebbe meno netto. Prima di questo documento si dava per scontato che
ci sarebbe stato un consolidamento dei fondi strutturali, adesso invece è stato
messo tutto in discussione. Il primo ottobre la Commissione deciderà il quadro
generale di divisione dei fondi dal 2006 al 2013. Quindi, come evidenzia Claudio
Martini, presidente del Cpmr e presidente della
Regione Toscana, la discussione è ancora aperta. “Martedì 8 luglio - precisa
Martini - in una riunione a Bruxelles convocata dal commissario Ue alla politica regionale Michel
Barnier, alla presenza di Romano Prodi, si è discusso
del futuro dei fondi strutturali. Per l’Obiettivo 1, esiste un dato statistico
che potrebbe portare ad una cancellazione dei fondi per la Campania”.
Il regolamento prevede, infatti, che rientrano
nell’Obiettivo 1 le Regioni che hanno meno del 75 per cento del reddito medio
dell’Europa.
“Con l’ingresso dei dieci Paesi - continua
Martini - il quadro cambia, in quanto queste Regioni si verrebbero a trovare al
di sopra del 75 per cento, fatta eccezione per alcune zone della Calabria. Si
tratta solo una considerazione di natura statistica.
Le risorse al Sud ed in Campania ci saranno,
non si sa ancora in quale misura, ma una cosa è certa: saranno finalizzate
meglio e spese in modo più efficace”.
Di ciò è convinto anche Xavier Gizard, segretario generale della Conferenza delle Regioni periferiche marittime d’Europa. Nel corso della riunione si è anche discusso del modo di collegare i fondi tra i Paesi vicini, la commissione ha previsto uno strumento unico per sostenere questo collegamento.