"IL DENARO"
30 Settembre 2000
L’AUDIOVISIVO STRUMENTO PER IL DIALOGO
Si è svolta a Rabat (Marocco) la seconda conferenza euromediterranea
Ventisette delegati hanno discusso di comunicazione e multimedialità
di Michele Capasso
Rabat 16 settembre 2000. Si conclude la Seconda Conferenza Euromediterranea sull’audiovisivo.
I delegati dei 27 Paesi Euromed analizzano, in tre sessioni, le tematiche principali : il ruolo dei media nella diffusione e valorizzazione del dialogo interculturale ; le nuove tecnologie di comunicazione ; l’intervento del mercato nell’audiovisivo multimediale.
La Conferenza è stata aperta dalla riunione dei rappresentanti dei sei progetti selezionati dal programma comunitario " Euromed Audiovisuel " : tra questi il progetto " Cinemamed " promosso dalla nostra Fondazione e che vede 27 partner di vari Paesi presenti a Rabat. Inizialmente ostacolato dai rappresentanti francesi – una vera e propria squadra d’assalto che si sta imponendo in quasi tutte le azioni di partenariato - il progetto " Cinemamed " si è poi rivelato il più ricco di contenuto e capace di coinvolgere altri progetti attraverso la diffusione dei film selezionati in oltre 800 sale cinematografiche aderenti ad " Europa Cinema ". " Cinemamed " è un progetto triennale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo co-finanziato dall’Unione Europea teso a favorire lo sviluppo dei rapporti di cooperazione tra la Comunità Europea ed i Paesi del bacino del Mediterraneo nel settore cinematografico ed audiovisivo.
" Cinemamed " si sviluppa e si articola lungo le direttrici che guidano l’intervento comunitario in favore della cooperazione audiovisiva euromediterranea previste dal piano Euromed Audiovisuel, mettendo a confronto produzioni e strutture cinematografiche diverse che affondano le proprie radici culturali in un terreno comune, il bacino del Mediterraneo, che è stato culla delle più antiche ed importanti civiltà e che, ancora oggi, è luogo di incontri e scontri di culture e religioni differenti. L’obiettivo è quello di stimolare la circolazione di espressioni del pensiero e dell’arte presso pubblici che non possono usufruire normalmente di simili opportunità. Come il pubblico europeo - anche quello più avvertito- non ha consuetudine con il cinema prodotto nella sponda Sud del Mediterraneo, così le platee arabe non conoscono la migliore produzione contemporanea europea d’autore. Cinemamed si pone l’obiettivo di colmare, almeno parzialmente, questa lacuna, e di incrementare la conoscenza che i pubblici euromediterranei hanno delle rispettive cinematografie. Il progetto si prefigge inoltre di consolidare il patrimonio cinematografico euromediterraneo a disposizione degli archivi, mediante il recupero ed il restauro di pellicole. Cinemamed nasce anche al fine di coniugare esperienze professionali e discipline universitarie e di sviluppare una rete distributiva che sia in grado di favorire la penetrazione del prodotto euromediterraneo nei rispettivi bacini di utenza. Ma il vero obiettivo di Cinemamed è quello di favorire la costruzione di una coscienza comune euromediterranea basata sul reciproco rispetto e sull’idea della diversità come valore.
In un groviglio di lingue la riunione dei partner di "Cinemamed" ha dimostrato la validità di un partenariato alla pari: giordani, egiziani, algerini, italiani, spagnoli, portoghesi, maltesi, tunisini, olandesi, libanesi, marocchini ed inglesi, dopo tre giorni di incontro sono diventati una grande famiglia. E, tutti insieme, abbiamo proposto alla Commissione Europea – che le ha recepite- le seguenti raccomandazioni, che saranno oggetto di riflessione da parte dei ministri euromediterranei nel corso della IV Conferenza per il partenariato, programmata a Marsiglia a metà novembre:
rafforzare la distribuzione nell’ambito televisivo ;
creare una struttura di promozione di supporto alla distribuzione/diffusione dei film mediterranei e luogo di contatto, di informazione e di iniziative per i professionisti del settore;
ampliare le attività di recupero, restauro ed archivio di opere televisive alle opere cinematografiche;
identificare i detentori di diritti delle opere cinematografiche;
avviare microprogetti attraverso studi di fattibilità su progetti comuni di cooperazione;
agevolare il reperimento di fonti di informazione e di dati statistici attendibili sui mercati del Sud-Mediterraneo, al fine di incentivare gli investimenti e di sviluppare una migliore conoscenza dei mercati;
organizzare delle riunioni di esperti per individuare le nuove esigenze;
creare un mercato aperto che agevoli la circolazione delle opere, riducendo i costi doganali;
studiare le soluzioni al problema della contraffazione e dell’assenza di regolamentazione dei diritti d’autore;
favorire l’incontro tra ideatori di contenuti e produzioni;
creare un portale multimediale che coinvolga ed integri la società civile mediterranea circa tematiche dell’audiovisivo.
Questo portale denominato "Euromedi.net" e che la nostra Fondazione sta strutturando, ha trovato partner attivi nel Governo del Marocco e nella Regione Andalusa. Esso ha una struttura interrogativa ed informativa: attraverso la costituzione di banche dati specifiche strutturate con rigore scientifico ed attraverso il coinvolgimento sistematico degli operatori della società civile sulle tematiche principali. L’informazione scientifica e l’interrogazione della società civile (i problemi quali la protezione dei minori dai media, i flussi migratori, la siccità…) sono assolutamente indispensabili per i decisori istituzionali per garantire la massima obiettività e la trasparenza delle azioni legislative e, di conseguenza, un esito positivo agli interventi operativi. "Euromedi.net", che ha per obiettivo l’uso e la valorizzazione delle banche dati esistenti, può essere sostenuto attraverso la sinergia e la complementarità tra sostegni regionali nell’ambito del partenariato euromediterraneo e altre risorse disponibili.
Rabat, 15 settembre. In una giornata intensa incontro gli amici ministri Alaoui, Achaari, Zerouali, Hajji, con cui predisponiamo le linee finanziarie per strutturare un "Osservatorio Mediterraneo sulla siccità", un "Centro di Culture Immateriali del Mediterraneo", una "Cattedra di Studi Mediterranei" ed "Euromedi.net". Azioni concrete per incrementare le attività della sede Sud dell’Accademia del Mediterraneo a cui si aggiunge una sfida: utilizzare il Palazzo Moulay Hafid di Tangeri come centro delle attività dell’Accademia del Mediterraneo. E’ di proprietà del governo italiano ed è abbandonato.
23 settembre 2000. Sto partendo per Amman. Ho tra le mani una lettera del Ministro marocchino della Cultura e della Comunicazione Achaari: è indirizzata al nostro Ministro Dini e sollecita la restituzione del Palazzo Moulay Hafid di Tangeri. Un atto importante per l’Italia, per il Marocco e per l’Accademia del Mediterraneo. Speriamo bene.