IL DENARO

 

28 novembre 2003

 

 

Banca Euromediterranea: Milano candida Palermo

 

Palermo contro Napoli. Oggetto della contesa è la designazione a sede della Banca Euromediterranea, l’istituto che dovrebbe nascere da una costola della Bei, la Banca europea per gli investimenti. Per sostenere Palermo sono scesi in campo ieri Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ed Enzo Ghigo, governatore del Piemonte, intervenuti in Sicilia alla Conferenza “Uniti per il Mediterraneo“ . Oggi il Governatore, Salvatore Cuffaro, ufficializzerà la candidatura. Sulla vicenda intervengono Claudio Azzolini, vicepresidente del Consiglio d’Europa e parlamentare di Forza Italia, Salvatore Lauro, senatore azzurro e Dario Scalella, presidente di Confapi Campania.


Da ieri, quindi, la candidatura di Palermo può contare su due “sponsor” in più. Si tratta di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ed Enzo Ghigo, governatore del Piemonte. “La sede della Banca Euromediterranea deve essere in Sicilia, a Palermo“ affermano i due. Salvatore Cuffaro, governatore della Sicilia, rafforza la tesi: “E’ giusto che la Banca Euromediterranea venga a Palermo — sostiene -. L’istituto avrà un ruolo di investimento non solo da parte pubblica, ma anche nei servizi privati sulle sponde del Mediterraneo“.
Da tempo, anche Napoli, che appena due giorni fa ha dovuto rinunciare al sogno della Coppa America, ha avanzato la propria candidatura in vista della nascita dell’istituto.
“Per la Coppa America - dichiara Claudio Azzolini, vicepresidente del Consiglio d’Europa - ci siamo spesi tutti: istituzioni locali, società civile, Governo. Ma Napoli sconta delle inefficienze di sistema: criminalità, inaffidabilità, violenza, cattive relazioni istituzionali, che fanno sentire il loro peso in questo tipo di decisioni”. La Sicilia — continua — avanza legittimamente la sua candidatura. Rispetto alla Campania e a Napoli può contare su un consolidato riferimento a livello nazionale e in generale si avvale di una maggiore capacità di fare sistema”. A questo proposito, Azzolini cita ad esempio la vicenda del Banco di Napoli, assorbito dal Gruppo San Paolo -Imi, contrapponendola a quella del Banco di Sicilia, rimasto ancorato alla realtà locale.
Insomma, Azzolini preferisce essere realista: ”Bisogna cominciare - sostiene - a valorizzare le cose buone che a Napoli già ci sono, tanto più che il progetto della Banca Euromed non è visto di buon occhio da molti Paesi del Nord Europa”. Anche per Salvatore Lauro, senatore campano di Forza Italia l’aspirazione della Sicilia è del tutto legittima: “Probabilmente ora la candidatura trova vigore e forza ulteriore nel proporsi grazie al fatto che presidente della Regione Cuffaro l’ha sposata ufficialmente e la sostiene in maniera efficace”. E aggiunge: “Consulta Italia, l’associazione politica da me presieduta, si è espressa tra i primi a favore di una soluzione meridionale indicando Napoli, particolare, per la sede della Banca Euromed”. In ogni caso, il senatore di Forza Italia rivendica per il capoluogo partenopeo un ruolo strategico nell’area: “La città può essere la sede ideale di un grande istituto bancario meridionale che rappresenti il vero braccio operativo dello sviluppo a sostegno dell’imprenditoria e della valorizzazione dei territori”.
“La speranza — aggiunge Lauro - è che possa nascere una vera Merchant Bank capace di servire l’economia meridionale con efficacia”.

Anche Dario Scalella, presidente di Confapi Campania, interviene sulla vicenda e propone di destinare gli 85 milioni di euro impegnati dal Governo sulla Coppa America per favorire l’insediamento della Banca Euromediterranea a Napoli. E aggiunge: “La Conferenza interministeriale sulle politiche euromediterranee che si terrà a Napoli il 2 e 3 dicembre darà al Governo l’occasione per presentare la candidatura unica, ufficiale, di Napoli come sede della Euromed“. Secondo Scalella, avere l’istituto a Napoli “varrebbe venti volte l’occasione persa con la Coppa America“.