IL DENARO

 

27 novembre 2003

 

 

Una rete per il dialogo fra i popoli

  di Michele Capasso

Pubblichiamo una sintesi dell’intervento che Michele Capasso, presidente della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, tiene oggi all’inaugurazione Forum Civile Euromed previsto a Castelvolturno.

Il Mediterraneo non è solo geografia, storia, culture, religioni, tradizioni, politica, economia: è soprattutto destino.

L’Italia, quale presidente di turno dell’Unione europea, ha voluto affidare alla Fondazione Laboratorio Mediterraneo (Flm), nel gennaio 2003, l’organizzazione di questo Forum Civile Euromed: sia perché quest’istituzione rappresenta una rete euromediterranea per il dialogo tra le società e le culture composta da molteplici organismi della società civile, sia perché essa si è costituita sin dalla sua nascita come attore attivo nel processo di partenariato euromediterraneo.

La storia

La Fondazione ha sostenuto i Forum Civili Euromed dall’inizio:

- Nel 1995 ha collaborato al I Forum Civile Euromed di Barcellona, pubblicando gli atti in lingua italiana e presentando un documento sul dialogo interculturale.

- Nel 1997 ha partecipato al Forum Civile Euromed di Malta e ha organizzato il II Forum Civile Euromed qui a Napoli.
- Nel 1999 a Stoccarda la Fondazione ha condiviso la nuova articolazione dei Forum Civili basata su un maggior coinvolgimento delle Ong su tematiche di assoluto interesse: ambiente, diritti umani, sviluppo sostenibile.
- Nel 2002 a Valencia la Fondazione ha condiviso l’assoluta necessità di pervenire a una riforma dei Forum Civili attraverso un processo democratico partecipativo che assicurasse il massimo coinvolgimento nella designazione dei partecipanti e nella definizione delle tematiche da trattare.

In questo percorso s’inserisce questo Forum Civile Euromed che presenta una sostanziale novità e un radicale cambiamento nella metodologia organizzativa dei Forum Civili Euromed precedenti e che, per questo, può certamente definirsi un “Forum di transizione”.
Si è stabilito di costituire un Comité de pilotage con il compito di organizzare il Forum Civile Euromed 2003 di Napoli, composto da: Fondazione Laboratorio Mediterraneo e rete italiana, organismi già organizzatori di Forum Civili, rappresentanti della piattaforma di Ong per il Forum Civile e Forum sindacale euromed.

Il Comité de pilotage ha effettuato l’organizzazione del Fce, la redazione dei programmi, la scelta dei criteri con cui individuare i partecipanti; specificamente ha deciso di invitare rappresentanti di Ong che agiscono prevalentemente nell’area dello sviluppo sostenibile, diritti, pace, giovani, ambiente, migrazioni, empowerment femminile, sindacati.

E’ indispensabile sostenere il ruolo della società civile quale elemento imprescindibile per assicurare progresso e sviluppo condiviso nello spazio euromediterraneo. E’ una sfida politica, economica, sociale e culturale che coinvolge tutti noi. L’interdipendenza tra uomini, società e spazi è ormai la norma e le mutazioni scientifiche e tecnologiche, la globalizzazione economica e finanziaria, la circolazione immediata dell’informazione conducono l’umanità verso un futuro di omologazione.


Forum Civile

Quando gli scambi internazionali si diffondono e si ingigantiscono, gli Stati, ma specialmente la società civile, hanno la sensazione di vedersi sottrarre la gestione del proprio mondo e si sentono imporre una monocultura.

Di fronte a questa perdita di identità, specialmente nel Mediterraneo, grande è la tentazione di rifugiarsi in se stessi, di cristallizzarsi su valori arcaici radicati nel passato, in un clima di intolleranza che spesso conduce al fanatismo, all’odio, al rigetto dell’altro.
Se vogliamo evitare che la Guerra fredda di ieri si trasformi oggi in un suicidio culturale, agevolato dai massicci movimenti migratori internazionali occorre, nel senso più ampio del termine, democratizzare la mondializzazione prima che la mondializzazione snaturi la democrazia.
Da qui l’importanza straordinaria della Fondazione euromediterranea per il dialogo tra culture e civiltà che l’Unione europea si appresta a costituire e la cui nascita istituzionale avverrà proprio qui a Napoli, tra pochi giorni: essa dovrà essere una “rete di reti di reti”, un insieme di “incontri di incontri”, un luogo destinato per sua stessa vocazione a diventare il terreno comune di un confronto e di un dialogo oggi indispensabili, insomma un'azione forte e decisa, perché rivolta al futuro e fondata sulla speranza che i popoli del Mediterraneo possano:
- acquisire una pace duratura;

- lavorare per la ricostruzione economica, sociale e politica dei loro Paesi, nei limiti delle frontiere oggi riconosciute;

- vivere le loro differenze in perfetta armonia e con uno spirito di tolleranza, dialogo e libertà;

 

Il contributo della Fondazione

Come contributo a quest’azione la Fondazione Laboratorio Mediterraneo, con le sue sedi nei vari Paesi e la sua rete euromediterranea per il dialogo tra le società e le culture, ha fatto il proprio dovere offendo — attraverso atti ufficiali a tutti noti — la propria dote e l’insieme delle proprie strutture (spazi fisici, servizi, competenze professionali, personale) alla nascente Fondazione euromediterranea per il dialogo tra culture e civiltà.

La Fondazione Laboratorio Mediterraneo, in dieci anni di attività, ha posto una nuova visione di fondo e aperto uno spazio dove, con dialogo reiterato quasi in un parlamento informale euromediterranea, comporre avverse passioni, superare contrapposte ragioni, riprendere avviamenti troncati o trovare strade nuove alla comprensione, al rispetto reciproco, alla pace e allo sviluppo condiviso. Insomma essa ha creato il mazzo di carte per la partita euromediterranea.
Questo mazzo di carte lo offre ai politici, alle istituzioni, ma specialmente alla società civile affinché, per richiamare un'immagine di Platone, ma cambiata di senso, non si resti sul Mediterraneo come rane intorno a uno stagno ma, superando gli intrighi del contingente, ci si elevi a una visione più alta e lo si impieghi in un giuoco per tutti vincente.

Il Mare di mezzo: culla di civiltà

Il motto della nostra Fondazione è pensare europeo e respirare mediterraneo: questo paragone fisico ha ancora più valore oggi per riaffermare l’importanza del Mediterraneo nelle politiche europee al fine di assicurare pace, progresso e sviluppo condiviso; il nostro mare non deve essere la “bara” ma la “culla” della nostra civiltà, un “mare per noi” che deve ritornare ad essere diviso “tra noi” e non “da noi”.

Un’ulteriore sfida da non perdere è che la società civile possa avere voce e referenzialità nel dialogo tra istituzioni, Paesi e organismi: è questa la grande sfida per la quale crediamo che il Forum Civile Euromed di Napoli costituisca un passo significativo che apre strada alla visibilità e alla rappresentatività della società civile euromediterranea in quanto voce sinergica, sia rispetto all’Unione europea che all’interazione dei diversi Paesi euromediterranei, tanto più nella prospettiva dell’allargamento ad Est.