10 luglio 2004
Stereotipi da
cancellare
di Wijdan Ali
I veli nelle più
varie forme e di diversa natura e consistenza accompagnano la vita di noi donne
islamiche a partire dal giorno in cui siamo nate. Trascorriamo la nostra
esistenza a cercare di individuarli: alcuni riusciamo a rimuoverli, altri sono
così trasparenti che non li riconosciamo. Poche sono quelle di noi che li
accettano volontariamente e la maggior parte cerca di raggiungere la verità che
si cela “dietro i veli” al fine di avere una visione più chiara della vita.
•
“Stracciando i veli: donne artiste dal mondo Islamico” è un tentativo che,
attraverso l’unione dei lavori di 51 artiste donne di Paesi islamici così
differenti quali l’Indonesia e lo Yemen, cerca di rompere lo stereotipo della
“Donna Islamica” con cui si inganna la visione a molti. Il termine “Islamico”
si riferisce ad una civiltà che fu ed è tra le più ricche e prolifere nella
storia umana.
Esso va inteso nel
suo valore culturale e non religioso. Infatti né le artiste sono tutte
Musulmane né i loro lavori rappresentano esclusivamente la religione.
La Mostra si
articola attraverso i quadri e le acqueforti di donne artiste che vivono in 21
paesi Islamici: tra cui l’Algeria, il Bahrein, il Bangladesh, l’Egitto,
l’Indonesia, l’Iran, l’Iraq, la Giordania, il Kuwait, il Libano, la Malesia, il
Marocco, l’Oman, il Pakistan, la Palestina, l’Arabia Saudita, il Sudan, la
Tunisia, la Turchia, gli Emirati Uniti Arabi, lo Yemen.
Queste donne sono di fede diversa (Islamiche, Cristiane, Buddiste o Induiste)
e, come i loro antenati, vivono in diversi paesi Islamici di cui arricchiscono
la cultura. Le loro opere rappresentano tematiche differenti, rispecchiano
differenti condizioni ambientali, politiche, nazionali e rispondono a usanze
locali e sociali o a temi astratti di puro valore estetico elevando l’anima e
la mente di chi le riguarda. Anche i materiali usati nei lavori sono tanto vari
quanto i soggetti e includono oli, acrilici, acquarelli, incisioni, pittura a
guazzo, serigrafia, acquaforte, collage, stampa fotografica trattata.
La decana del gruppo
è Fahrelnissa Zeid, nata nel 1901, le più giovani sono Karima Ben Othman e Rana
Bishara, nate negli anni settanta.
Le opere della
Mostra provengono dalla collezione permanente della Jordan National Gallery of
Fine Arts che fu fondata dalla Royal Society of Fine Arts di Amman nel 1980.
Questa istituzione da me presieduta è la sede tematica della Fondazione
Laboratorio Mediterraneo che, tra le cerimonie del suo decennale, ha voluto
includere anche la presentazione di questa Mostra a Napoli. La Jordan National
Gallery of Fine Arts comprende una collezione di arte moderna araba, islamica e
di altri Paesi che include più di 800 lavori tra pitture, stampe, sculture,
fotografie, installazioni, tessuti e ceramiche per opera di oltre 750 artisti
provenienti da 45 Paesi e specialmente dall’Asia, dall’Africa e dal Sud
America. Fin dall’inizio, l’obiettivo della Royal Society of Fine Arts di Amman
e della Rete Mediterranea di Artiste Donne (F.A.M. Femme—Art— Méditerranée) con
sede in Grecia, è stato quello di diffondere la Pace attraverso l’arte. Con
questa Mostra si spera di poter accrescere la comprensione nei confronti delle
donne artiste. In fine, a nome degli organizzatori di “Stracciando i veli”,
desidero esprimere la nostra sincera gratitudine a Sua Maestà la Regina Rania
Al-Abdullah per il suo continuo supporto e incoraggiamento alla Mostra, sin
dall’inizio. Un ulteriore ringraziamento va alla co-organizzatrice di questo
evento, la signora Aliki Moschis-Gauguet, che mi contattò nel novembre 2001
proponendomi una mostra che avrebbe contribuito a correggere la distorta
immagine delle donne islamiche e che ha lavorato instancabilmente per rendere
possibile questo evento.
* presidente della Royal Society of Fine Arts di Amman
e membro della
Fondazione Laboratorio Mediterraneo