"IL MATTINO"
31 marzo 2001
CAMPANIA E MACEDONIA: UN LEGAME DA RAFFORZARE
di Michele Capasso
Napoli, 5 gennaio 1998. Il presidente macedone Kiro Gligorov visita la Fondazione Laboratorio Mediterraneo per ritirare il "Premio Mediterraneo di Pace", a lui attribuito per aver trasformato la sua nazione in uno Stato multietnico, consentendogli di rimanere escluso dalla guerra etnica jugoslava che altrove ha seminato terrore, stragi, vittime.
In quell’occasione Gligorov gettò le basi per la costituzione di un patto di pace e stabilità nei Balcani, avvertendo sull’improrogabile necessità di un coinvolgimento politico dell’Unione europea nella regione, al fine di evitare che "bande di assassini", politicizzando la religione, potessero aizzare le fiamme dell’odio e trasformare le differenze di fedi, culture e tradizioni da risorsa in elemento di lotta e distruzione reciproca.
Il successivo incontro con l’allora Sindaco Bassolino gettò le basi per un legame con la Campania, consolidatosi negli anni successivi con un gemellaggio tra Napoli e Skopje, con un accordo con la Regione Campania sul turismo culturale, con un protocollo d’intesa tra il Parco del Vesuvio e il Parco di Galicia con lo splendido lago di Ohrid, con l’istituzione di una cattedra di lingua macedone all’Istituto Orientale, con l’apertura di una sede della Fondazione a Skopje e di due bureaux dell’Accademia del Mediterraneo a Struga – sul tema della "poesia" - e ad Ohrid – sul tema del patrimonio ambientale.
Skopje, 28 settembre 1999. Si inaugura la sede macedone della Fondazione Laboratorio Mediterraneo. Gligorov, alla fine del suo mandato presidenziale, ne diventa membro autorevole e consegna un messaggio lungimirante: chiede, quasi come suo testamento morale e politico, che venga assicurato il dialogo e la multietnicità nella piccola repubblica attraverso un delicato equilibrio tra serbi ed albanesi. Decidiamo, in quell’occasione, di lavorare per giungere ad una grande conferenza dei Balcani, alla quale far partecipare Capi di Stato, esponenti del mondo economico, culturale e scientifico: questo incontro si svolgerà a Skopje il 25 e 26 maggio prossimi alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Campania Bassolino, in qualità di presidente della Maison de la Méditerranée.
Un’occasione importante per riaffermare il legame tra Campania e Macedonia, in questi giorni martoriata da una prevedibile guerra.
Per capirla bisogna risalire lontano, all’epoca della Jugoslavia unita del "dopo-Tito", quando nella zona albanese si maturavano gli eventi precipitati qualche anno dopo. Si è costituito allora lí un nucleo ideologico a due facce che si contrapponevano a specchio: il mito della "Grande Serbia " e quello della "Grande Albania".
Su questi miti si sono innestati altri interessi: economici, politici, la presa di potere d ’un partito sciovinista e espansionista e altri piú oscuri (il Kosovo è il porto da cui la droga del Medio Oriente va alla Germania e alla Francia)
I Balcani, come gran parte del Mediterraneo, è travolto dalle metastasi dei nazionalismi, degli estremismi, dei fondamentalismi e di tutti gli "ismi" negativi eredidati dal secolo passato: una malattia che richiede una cura adeguata. L’Unione europea e la Nato, senza un progetto politico, possono curarne solo i sintomi, laddove è necessario risalire alle vere cause.
La Campania, decidendo nel novembre 2000 di istituire a Napoli la sede centrale dell’Accademia del Mediterraneo e della "Maison dela Méditerranée", ha costituito un luogo in cui le "malattie" dell’area potranno essere esattamente diagnosticate per predisporre, poi, cure ed interventi adeguati. Condizione essenziale di questo processo è la riduzione di una burocrazia arcaica e sciatta, non adeguata ai tempi della globalizzazione, che rischia di annullare scelte politiche coraggiose facendo perdere risorse consistenti e speranze di pace e progresso condiviso.