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8 MARZO: DA ARTISTE ISLAMICHE UN SEGNO DI SPERANZA PER PACE
(ANSAMED) - ROMA, 8 MAR - Un segno di speranza per le donne, dalle donne del mondo arabo: arriva con questo ulteriore messaggio a Roma la mostra 'Stracciando i veli: donne artiste dal mondo islamico' che, pensata per trasmettere un'idea di pace e dialogo contro stereotipi e differenze tra culture, č stata inaugurata proprio nel giorno della festa della donna. La mostra č stata aperta oggi (e rimarrā al Complesso del Vittoriano fino al 3 aprile) con una cerimonia informale alla presenza della principessa Wijdan Ali di Giordania, presidente della Royal Society of Fine arts di Amman, e promotrice della mostra itinerante che ha giā toccato Asia, Europa e Stati Uniti. Tra gli invitati, erano presenti rappresentanti di alcuni Paesi del Mediterraneo, tra cui Giordania, Siria e Egitto, il responsabile esteri dell'Ansa, Giulio Pecora, e il presidente della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, Michele Capasso, che in collaborazione con ANSAmed ha organizzato le varie tappe della mostra per celebrare l'Anno del Mediterraneo. L'esposizione raccoglie una settantina di dipinti di 51 donne artiste che vivono in 21 paesi islamici, dall'Indonesia allo Yemen: tutte donne, tutte arabe, ma di fedi e di generazioni diverse. Ed č anche questo che vogliono dire con le loro opere: far capire, cioé, che il mondo arabo non significa solo Islam e che la donna islamica non č sempre donna con il velo. Per farlo usano un linguaggio universale, l'arte: olii e aquerelli, ma anche incisioni, collage e serigrafie che diventano corpi, volti, ombre e astrazioni per raccontare il proprio mondo, dalla tradizione araba alla denuncia politica, senza dimenticare ovviamente la condizione della donna. "Questa mostra vuole essere un'occasione per abbattere stereotipi e imparare a guardare con spirito aperto", ha sottolineato la principessa Ali. "Il velo non č quello che copre le donne musulmane, perché solo una minoranza lo porta e chi lo porta č spesso intelligente e acculturata. Il velo che vogliamo rompere č quello che oscura la mentalitā di quelli che guardano le donne del mondo islamico con questi pregiudizi". "Oltre ai contenuti importanti, che richiamano forme di libertā - ha aggiunto Mariella Gramaglia, assessore alle pari opportunitā del Comune di Roma, che ha collaborato all'evento -colpisce soprattutto la ricchezza delle forme espressive, che ci confermano una volta di pių che le donne del mondo arabo possono emergere con un rinnovamento politico straordinario".(ANSAMED).
Y2N 08/03/2005 15:23

 

MARCH 8: MUSLIM WOMEN ARTISTS GIVE PEACE A CHANCE
(ANSAMED) - ROME, MARCH 8 - A sign of hope for women, from women in the Arab world was the message launched at the opening today of the show 'Tearing up veils: women artists in the Muslim world', meant to convey an idea of peace and dialogue against stereotypes and cultural differences. The show was inaugurated on the International Women's Day (and will remain open at the Vittoriano until April 3) with an informal ceremony at the presence of princess Wijdan Ali of Jordan, president of the Royal Society of Fine arts in Amman, and promoter of the itinerant show which has already travelled to Asia, Europe and the United States. Among guests were representatives of some Mediterranean countries including Jordan, Syria and Egypt, the managing editor of Ansās foreign desk, Giulio Pecora, and Michele Capasso, the president of the Mediterranean Laboratory Foundation, which in cooperation with ANSAmed has organized the various editions of the show to celebrate the Year of the Mediterranean. The show includes some 70 paintings by 51 artists from 21 Muslim countries, from Indonesia to Yemen: all women, all Arab, though from different religious faiths and generations. Indeed their art means to express that the Arab world doesn't only equal Islam and that Muslim women don't always wear a veil. In order to do so, the painters use a universal language, art, to describe their worlds and traditions as well as the role of women. "This show means to be an occasion to abolish stereotypes and learn to have an open spirit", said princess Ali. "The veil is not the one covering Muslim women as only a minority wears it and those who do are often intelligent and cultured. The veil we want to break is the one obscuring the view of those looking at women of the Muslim world with such prejudices". "Aside from the important messages calling for freedom - said Mariella Gramaglia, the equal opportunities councillor of the city of Rome, a contributor of the event - what is most striking is how rich the different forms of expression are, confirming once again that women in the Arab world can emerge with an extraordinary political renewal".(ANSAMED).
KUB 08/03/2005 16:53

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