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MO: IL TEMPO GUARIRÀ LE FERITE, AMEDEO GUILLET

(ANSAmed) - ROMA, 11 MAR - "Esiste un solo medico e una sola medicina per il Medioriente: il tempo". Lo garantisce dall'alto dei sui 96 anni Amedeo Guillet, il Lawrence d'Arabia italiano, per 19 anni ambasciatore, dal Nord Africa all'India, 3 guerre, ferito cinque volte, generale e una sfilza di onoreficenze, ultima la Gran croce dell'ordine militare d'Italia. Guillet, nato a Piacenza nel 1909, oggi vive in una casetta di campagna in Irlanda, ad allevare cavalli, ma ieri sera era a Roma, e coincidenza ha voluto che ci fosse un appuntamento da non perdere, l'inaugurazione della mostra della principessa di Giordania Wijdal Ali: per lui che ad Amman ha trascorso molti anni da ambasciatore, è stato un tuffo nei ricordi e un assaggio della sua ancora viva popolarità, tra vecchi amici e ammiratrici ben preparate sulla sua vita eroica. E lui sorrisi per tutti e bacia mani alle signore, contesto per una foto o un saluto: la moglie dopo un pò lo invita a sedersi per non affaticarsi, ma quell'omino che parla cinque-sei lingue ha gli occhi vispi di chi ha molto da raccontare, e si illumina appena nomini la Giordania. "Della Giordania ho un ricordo meraviglioso - dice come se parlasse di una donna - Si é creata una personalità molto rilevante anche se è stata a lungo osteggiata da altri paesi, che oggi devono invece riconoscere che è uno Stato di prim'ordine". "Della Giordania ho un ricordo meraviglioso - continua - : la ricordo come mio paese prediletto e il mio amore è molto vicino a quello che porto per l'Italia. La Giordania conquista le persone che hanno sensibilità e finezza". Naturale che abbia conquistato anche lui, signore gentile che si dice riconoscente per aver avuto la possibilità di conoscere altri paesi e di amarli ancora moltissimo: "La Giordania rappresenta in modo migliore il mondo arabo negli aspetti e nelle azioni - osserva - Rappresenta il meglio di quelle abitudini e di quelle tradizioni, in particolare non esclude l'amicizia, ma anzi l'incoraggia. Al punto che dire che un paese è amato dalla Giordania è un reciproco complimento". Difficile oggi pensare all'amicizia, quando si parla del Medioriente, area calda di conflitti e instabilità: "Purtoppo però è un loro destino, fratelli coltelli - sentenzia Guillet - , quei paesi sono stati a suo tempo disputati da altre potenze e adesso la popolazione si sente in diritto di riconoscersi uguale o differente". "Una volta c'erano gli interessi politici, adesso un pò meno, ma non sarà questo a cambiare le cose - aggiunge - C'é un solo medico e una sola medicina per il Medioriente: il tempo, l'unico in grado di persuadere questi popoli che hanno trovato la loro esistenza ufficiale un pò in ritardo. La buona volontà e l'efficienza dei popoli e dei buoni governi - conclude fiducioso - faranno sicuramente il resto". (ANSAmed). Y2N
11/03/2005 19:33

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