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GALASSIA GUTENBERG: LETTERATURA ARABA TRA MISSIONE E PASSIONE

(ANSAMED) - NAPOLI, 25 FEB - Dall'Oceano al Golfo. Tanto è vasto il panorama della letteratura araba contemporanea, che non é un unicum omogeneo, ma un mosaico di stili e contenuti diversi. Così Isabella Camera D'Afflitto, docente di lingua e letteratura araba presso l'Istituo universitario Orientale di Napoli, introduce l'incontro intitolato 'Dall'Algeria al Libanò che si è svolto oggi pomeriggio nell'ambito della XVI edizione di Galassia Gutenberg, a Napoli presso la Mostra d'Oltremare. Una diversità ricca e multiforme quella della letteratura araba contemporanea ancor più evidente sottolinea D'Afflitto nell'opera di quegli scrittori arabi che vivono nel mondo arabo. Come i protagonisti del dibattito Ahlam Mosteghanemi e Ibrahim Nasrallah, algerina lei palestinese di Giordania lui, diversi ma accomunati da una matrice poetica che li ha poi condotti alla scrittura narrativa. "La letteratura deve essere al servizio della gente, della libertà e della vita". Letteratura come impegno civile nelle parole di Ibrahim Nasrallah, figlio di profughi palestinesi, nato in un ospedale italiano di Amman, che in un campo profughi ha scritto i suoi primi versi. Un impegno che lo scrittore non dimentica neanche oggi in una giornata dedicata al libro e alla scrittura. "Voglio prima di tutto esprimere la mia solidarietà per la giornalista italiana Giuliana Sgrena - dice - nessuno sa meglio di me quanto è dolorosa la perdita di libertà". Nessuno meglio di lui che dal campo profughi nei pressi di Amman è finito in Arabia Saudita, arabo povero tra arabi ricchi, un'esperienza finita nel suo primo romanzo 'Febbre'. "Non sarei mai riuscito a spiegare con i versi la mia esperienza - racconta Nasrallah". Solo il romanzo è riuscito a trasmettere un messaggio, un romanzo influenzato dal teatro pirandelliano, un romanzo che lui definisce "dialogo con me stesso". E dall'esperienza di vita nasce anche il suo secondo romanzo appena pubblicato in Italia 'Dentro la notte'. "Ho avvertito la necessità di scrivere quersto libro - spiega - nel '90 quando all'aeroporto di Tripoli vidi donne e bambini palestinesi, tutti vestiti di nero, cacciati dalla loro terra e privi di meta. Lì ho percepito per la prima volta il mio essere palestinese e ho scritto di getto tutto il romanzo". Da una necessità, più intima e personale, nasce anche l'esperienza letteraria dell'algerina Ahlam Mosteghanemi, poetessa molto nota in tutto il mondo arabo, che del suo primo romanzo 'La memoria del corpo', giunto alla ventesima edizione, ha venduto oltre 200 mila copie. "Scrivere vuol dire lasciare le proprie convinzioni e rischiare - dice Mosteghanemi - Io sono una donna fatta di carta e inchiostro. Nuda sul foglio non ho paura di niente". Neanche del pregiudizio che una donna araba che scrive d'amore deve affrontare. "Sono diventata scrittrice a 17 anni - racconta - quando ho letto per la prima volta le mie poesie davanti a un pubblico diviso a metà, una parte mi amava, l'altra mi odiava perche ero una donna e scrivevo d'amore". (ANSAMED). KTY
25/02/2005 19:39

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