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IL DENARO
13 luglio 2004

Un evento artistico e culturale che celebra 10 anni per la pace

di Nullo Minissi*

In occasione del decennale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, sua Altezza reale Wijdan Ali di Giordania sottolinea il ruolo di questa istituzione come antenna europea e capofila italiana della rete euromediterranea. La principessa, a conclusione del pranzo di gala di domenica 11 luglio — presenti i membri della Fondazione Caterina Arcidiacono, Claudio Azzolini, Michele Capasso, Massimo Galluppi, Marina Giaveri, Nullo Minissi, Jolanta Zurawska - ha voluto fare omaggio di una grande torta raffigurante il Mediterraneo con 10 candele “inestinguibili”, a testimonianza dell’impegno costante della Fondazione per il dialogo e per la pace. Il presidente Michele Capasso dedica l’evento alla giornalista iraniana Zorah morta sotto le percosse nelle carceri di Teheran nei giorni scorsi e riafferma l’urgenza di “Stracciare i veli” per mettere in luce tutti gli attentati contro la dignità umana. Di seguito pubblichiamo un intervento sulla mostra del direttore scientifico della Fondazione, Nullo Minissi. •Stracciando i veli non è solo il gesto fisico di sciogliersi dalla costrizione tradizionale del vestiario, ma anche e soprattutto la liberazione dai molti, più sottili e più insidiosi veli che avvolgono la vita femminile in parecchie società, non soltanto musulmane. In questo senso la mostra riguarda anche noi poiché anche nella società occidentale, la più avanzata nell’uguaglianza dei sessi, qualche velo invisibile resta ancora intorno alla donna.Una mostra perciò prima di tutto islamica, ma poi universale. Universale nello spirito di quella grande civiltà che all’epoca dell’Europa Orientale Bizantina e del Medioevo Occidentale ha rappresentato nella filosofia, nella scienza e nell’arte la sintesi più alta e più ricca della riflessione, della fantasia e delle tradizioni confluite in un Islam che abbracciava gran parte dell’Islam che abbracciava gran parte del mondo civile fino all’estrema Asia. Una globalizzazione islamica da non dimenticare oggi che la globalizzazione della “modernità” occidentale s’impone con la stessa irruenza con cui quella allora s’impose. Se vogliamo che il nuovo Millennio, iniziato in molti Paesi con devastazioni e stragi, non continui per questa china e l’ideale d’indipendenza e libertà dei popoli, al Romanticismo e al Positivismo l’Europa Occidentale ha elaborato nel tumulto di guerre e tragedie, possa diventare il fondamento degli Stati, dobbiamo anche noi occidentali strappare i veli, i nostri veli di uomini e donne, soprattutto quelli che ancora offuscano le menti specie di chi crede poter dominare ovunque con Politici compiacenti o Protettorati e Governi Quisling. Questa mostra è un appello alla riflessione: prima di tutto sull’immagine della donna islamica, poi sul suo reale stato civile nelle diverse società islamiche e infine sull’immaginario che culliamo in noi stessi. Strappiamo i veli, tutti i veli che avvolgono le nostre menti, perché i valori della Carta dell’Onu e della Carta dei Diritti dell’Uomo che è fondamento dell’Europa Unita diventino realtà politica e sociale. Nel decennale della sua costituzione, la Fondazione Laboratorio Mediterraneo, che organizza a Napoli questa Mostra, ricorda come su questi principi e per questi principi essa è nata nel furore della guerra balcanica e su questi principi e per questi principi ha incessantemente agito e continua ad agire nonostante gl’impedimenti d’ogni sorta che le vengono quotidianamente opposti.

* direttore scientifico Fondazione Laboratorio Mediterraneo

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