“IL DENARO”

24 novembre 2001

 

 

LA FONDAZIONE A TRIESTE PREMIA IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

 

di Michele Capasso

 

Anche in questa edizione la Fondazione Laboratorio Mediterraneo, come accade dal 1995, collabora ad Alpe Adria Cinema – Triestefilmfestival, assegnando il premio internazionale “Laboratorio mediterraneo” al miglior cortometraggio. Questo evento è un osservatorio - per geografia, scelta e vocazione – delle metamorfosi europee, e non poteva non affiancare alla sua abituale indagine rivolta al panorama cinematografico dell’area centro-orientale, quella dettata dall’insorgenza di un altro “altrove” rispetto a quello considerato tale fino a qualche anno fa dall’Europa uscita dalla seconda guerra mondiale.

Questo altrove, il Festival triestino oggi assume di necessità, affiancando all’indagine particolare sua propria - che nelle ultime edizioni si era focalizzata sull’area balcanica – una riflessione attraverso il cinema sulle connessioni tra cultura europea centro orientale e cultura mediterranea.

Alpe Adria Cinema dunque, come richiedono i flussi della Storia, si offre quale luogo di transiti cinematografici dalle molteplici direttrici: ovest/est, nord/sud, cui si aggiungono nomadismi e migrazioni a comporre il mosaico identitario e culturale dell’Europa del terzo millennio più che mai attraversata e affacciata su culture ad essa limitrofe.

La Selezione ufficiale proporrà come di consueto, in anteprima italiana, i titoli più interessanti  realizzati nell’ultimo anno nell’area geografica di tradizionale interesse del Festival.

All’insegna della produzione indipendente saranno, in concorso, una quindicina di cortometraggi di finzione, cui si affiancano documentari e lavori di docufiction uniti dal comune denominatore di un cinema che indaga il reale e sperimenta i diversi linguaggi per rifletterlo.

Di particolare interesse la rassegna “Lune d’Oriente in Almanya: Cinema turco-tedesco in Germania”.

Con la rassegna monografica dedicata a  Jerzy Kawalerowicz (il faraone del cinema polacco), si intende rendere omaggio a un maestro del cinema e fondatore, insieme a Andrzej Waida e Andrzej Munk, della “scuola polacca”.

Dall’est europeo all’anima divisa del cinema israeliano contemporaneo in un’indagine avviata nella precedente edizione sul rapporto tra cultura ebraica e società europea: verrà proposta una selezione dei film più interessanti realizzati negli ultimi anni in Israele da registi provenienti dall’Europa orientale (ad esempio i georgiani Pitchhadze e Koshashvili) che testimoniano la conflittualità del rapporto tra identità europea e appartenenza israeliana, e lo spaesamento del vivere in una terra nuova.