“CORRIERE DELLA SERA”

19 novembre 2001

 

Addio a De Martino, il «professore» del socialismo

di Enzo D’Errico

 

NAPOLI - Ha detto addio alla vita con eleganza e discrezione. Perché questo era lo stile di Francesco De Martino, spirato ieri mattina a 95 anni nella sua casa napoletana di via Aniello Falcone, in cima alla collina del Vomero. Non a caso, ora, l’intero ventaglio delle forze politiche e sindacali piange la scomparsa di «una delle figure più rappresentative della storia dell’Italia repubblicana», come ha sottolineato il presidente Ciampi, «insigne giurista, uomo valoroso, intensamente impegnato per la rinascita delle istituzioni». E proprio il capo dello Stato sarà oggi ai funerali, alle 12 nell’atrio dell’Università «Federico II», presso la quale De Martino aveva a lungo insegnato storia del diritto romano. «Ci ha lasciato un grande studioso e un grande uomo politico - ha commentato il presidente del Senato, Marcello Pera, fra i primi a raggiungere l’abitazione dell’ex leader del Psi -. Il suo impegno politico è parte fondamentale della storia del socialismo italiano: ha rappresentato soprattutto il periodo della transizione e della conquista dell’autonomia rispetto al comunismo». Anche il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha indirizzato un telegramma ai familiari di Francesco De Martino ricordando, oltre che il politico, «l’illustre accademico che ha contribuito con le sue opere giuridiche alla formazione culturale e professionale di tantissimi giovani». Ricorda invece «l’impegno a favore dello sviluppo del Mezzogiorno» il premier Silvio Berlusconi, che lo definisce «una delle figure più autorevoli del socialismo italiano».
Nonostante le drammatiche vicende giudiziarie, ieri pure Giulio Andreotti non ha esitato a far sentire la sua voce: «Il dolore più forte è quello per la morte di Francesco De Martino, grande personaggio di un periodo d’Italia che qualcuno usa chiamare Prima Repubblica, ma che è Repubblica vera». La scomparsa del senatore a vita ha suscitato grande cordoglio nella città partenopea. «E’ come se si fosse spenta una luce - ha commentato il presidente della Campania, Antonio Bassolino -. E’ venuto meno un grande punto di riferimento morale e politico». Ed il sindaco Rosa Russo Iervolino ha aggiunto: «Scompare un protagonista eccezionale della vita culturale e democratica». Il dolore dei socialisti si riverbera nelle parole di Enrico Boselli, presidente dello Sdi, e di altri esponenti dell’ex Psi, a cominciare da Bobo Craxi che rammenta «un recente incontro napoletano e le sue parole cariche di umanità e solidarietà nei confronti di mio padre». Massimo D’Alema, invece, ricorda «l’intellettuale attento alle trasformazioni della società, convinto assertore dell’unità della sinistra e del riformismo italiani».