“IL PICCOLO”

25 gennaio 2002

 

Alpe Adria premia il Fotografo turco

 

di Daniele Terzoli

 

Il riconoscimento più prestigioso va al lungometraggio del regista Kazim Oz, “Int.Hotel Nuit” è il miglior corto.

 

Trieste: Il film turco “Il Fotografo” di Kazim Oz ha vinto il premio Trieste per il miglior lungometraggio (5mila euro) della 13. edizione di Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, che si è conclusa ieri a Trieste. La Giuria Internazionale (composta da Barbara Albert, Ibolya Fekete, Achim von Borries e Maurizio Zaccaro) ha premiato Oz “per l’originalità dell’idea con la quale il regista porta sullo schermo aspetti dimenticati della periferia della storia, affrontando con grande coraggio tematiche conflittuali senza mai cadere nell’omologazione del cinema mainstream”. Menzioni speciali ad Aleksandra Gietner attrice protagonista di “Ciao Tereska” (Polonia) di Robert Glinski e al film rumeno “La roba e la grana” di Cristi Puiu.

La Giuria Internazionale del concorso cortometraggi di Alpe Adria Cinema (composta da Chicca Bergonzi, Roberto Ferrucci e Nerina T. Kocjaneie) ha assegnato una menzione speciale a “Sandwich” di Daniele Auber, a “La signora delle uova” (Lettonia/Svezia) di Una Celma e a “Intimisto” (Francia) di Licia Eminenti. La Giuria ha conferito il Premio Internazionale Laboratorio Mediterraneo al miglior cortometraggio in concorso a “Int. Hotel Nuit” (Svizzera) di Elena Hazanov.

 

Trieste. Nell’anno dell’unificazione monetaria europea, Alpe Adria Cinema allarga provocatoriamente i suoi confini verso aree geografiche decentrate rispetto ai tradizionali interessi della manifestazione: seguendo a ritroso i flussi migratori che arrivano dall’Est e dal Sud, il Trieste Film Festival ha spostato il baricentro nel 2002, espandendosi verso l’area mediterranea. Quasi un monito a ricordare l’importanza culturale e politica di queste dimensioni, troppo spesso superficialmente trascurate da un’Europa distratta nei confronti di quanto accade nelle sue periferie.

Accanto alla consueta panoramica sulle opere più recenti provenienti dai paesi dell’Europa Centro-Orientale, intitolata “Microcosmi paralleli”, due sezioni collaterali hanno ospitato le produzioni dei registi israeliani di origine russa, sotto il titolo  “Dall’Est europeo al Medio Oriente”;  e quelle firmate dai cineasti turchi residenti in Germania sotto l’etichetta “Lune d’Oriente in Almanya: cinema turco tedesco in Germania”.

Nella stessa ottica di esplorazione nei confronti delle cinematografie minori, può essere intesa l’integrazione all’interno del concorso di un film proveniente dalla Turchia: inserito nella sezione “Immagini”, “Fotograf” di Kazim Oz è diventato così,  un po’ a sorpresa, il trionfatore di questa edizione del Trieste Film Festival. Una pellicola di 66 minuti, che potremmo eufemisticamente definire come una produzione low budget: il regista ci informa infatti che tutti coloro che hanno lavorato per il film lo hanno fatto gratuitamente, convinti dell’importanza di un progetto culturale di denuncia nei confronti dell’irrisolta questione conflittuale fra la Turchia e il Popolo Curdo, in lotta per l’indipendenza. Il pretesto è dato dall’incontro su un autobus di due ragazzi, casuali compagni di viaggio con destinazioni opposte: Faruk sta per iniziare il servizio militare nell’esercito turco, mentre Ali per raggiungere i ribelli curdi sulle montagne.  I due stringono così una breve amicizia, inconsapevoli del fatto che il loro successivo incontro si consumerà sul campo di battaglia.

Fotograf” è soprattutto un film di dialoghi, girato con taglio documentaristico, nel tentativo non tanto di ritrarre la guerra – inquadrata attraverso lo schermo della televisione – quanto di mettere in luce ciò che la guerra distrugge. Negli ultimi fotogrammi, un gruppo di ragazzini a Istanbul guarda attonito verso la fotografia che passa fra le loro mani.