LA REPUBBLICA

9 settembre 2003

 

Il Consiglio d’Europa “Immigrati più tutele in agricoltura”

Il Consiglio d’Europa, vale a dire i rappresentanti di 45 paesi compresi la Russia, si è riunito ieri sulla terrazza della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, presieduta da Michele Capasso. Tra le raccomandazioni approvate, presente Pierferdinando Casini – il consiglio non legifera ma le raccomandazioni posso diventare convenzioni tra paesi – quella relativa ai lavoratori agricoli, presentata dalla senatrice Tana de Zulueta, che cerca di regolare il lavoro degli immigrati stagionali (oltre il 60% della forza lavoro), un fenomeno esteso in tutta la Spagna e l’Italia. Nel Sud arrivano colonie di contadini dal Senegal e dal Marocco, che lavorano senza diritti e al nero anche perché, come sostiene la senatrice Ds: “Al contrario di quanto è stato fatto per le badanti, questi lavoratori non hanno alcuna flessibilità e vivono nel limbo giuridico, vittime del capolarato che è nell’agricoltura ancora la prima modalità di accesso al lavoro. Bisognerebbe invece immaginare dei contratti leggeri, poco burocratici, che diano il permesso di lavorare da marzo a settembre per varie aziende. Spesso le aziende stesse cadono in una forzata irregolarità, per troppa burocrazia”.