IL DENARO
3 maggio 2005
FLM, appello
ai presidenti
Ai governatori delle Regioni del Sud,
convocati oggi da Basssolino presso Palazzo Santa Lucia, il comitato esecutivo
della Fondazione Laboratorio Mediterraneo-Maison de la Méditerranée (Michele
Capasso, Walter Schwimmer, Claudio Azzolini, John Esposito, Pedrag Matvejevic e
Caterina Arcidiacono) hanno inviato il seguente documento-appello.
Signori presidenti, quali responsabili di un’istituzione che da oltre un
decennio si è distinta per la promozione del dialogo e dello sviluppo economico
condiviso nello spazio euromediterraneo assegnando alle Regioni un ruolo di
primo piano, desideriamo esporvi quanto segue. Nel 1997 la nostra Fondazione
organizzò a Napoli il Secondo Forum Civile Euromed in collaborazione con le
Regioni Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Marche, Lombardia,
Piemonte, Lazio, Puglia, Catalogna, Languedoc-Roussillon, Andalucia, Algarve, e
altre collettività locali euromediterranee. I 2.248 partecipanti, tra i quali
Capi di Stato e di Governo, Presidenti di Regione, Sindaci e rappresentanti di
istituzioni internazionali — sottolinearono l’importante ruolo delle Regioni
che si affacciano sul Mediterraneo per promuovere dialogo e sviluppo condiviso.
I partecipanti a quel Forum deliberarono di incaricare la nostra Fondazione di
costituire una “Rete di reti” per promuovere il dialogo tra le società e le
culture e lo sviluppo condiviso: dopo tre anni di lavoro e con il
coinvolgimento di molteplici Regioni euromediterranee si è addivenuti alla
costituzione di una rete di Regioni, Città, Collettività locali, Accademie,
Istituti di Cultura e di ricerca e organismi della Società civile con sede a
Napoli e in altri Paesi euromediterranei. Particolare attenzione è stata
rivolta nel nostro lavoro alle Regioni del Sud d’Italia nelle quali sono stati
istituiti bureaux e sedi tematiche. Già nel giugno 2000, la Fondazione offrì a
titolo non oneroso, al Ministero degli Affari Esteri e alle Regioni del Sud
destinatarie dei Fondi strutturali, il proprio contributo elaborando studi di
fattibilità per progetti di internazionalizzazione culturale ed economica
riguardanti le citate Regioni e il Mediterraneo. L’ipotesi fu quella di
costituire una “Rete di centri di eccellenza” e coordinamento per l’area euromediterranea
valorizzando le specifiche competenze di Regioni e collettività locali del
Mezzogiorno d’Italia: la “Sicurezza alimentare” a Benevento; il “Turismo
balneare” a Vico Equense; le “Medicine tradizionali” a Fisciano; le “Culture
immateriali per ragazzi” a Giffoni Valle Piana; l’”Arte della Ceramica” a
Cerreto Sannita; i “Luoghi di accoglienza delle religioni” a Pietrelcina; i
“Siti ipogei” a Matera; le “Minoranze linguistiche” a Campobasso; la
“Tradizione mitologica” a Bari; le “Migrazioni” a Lecce; le “Nuove povertà” a
Cosenza; la “Siccità e desertificazione” a Porto Torres; le “Isole” a Lipari;
la “Cultura alimentare” a Chieti e via dicendo. Un’imponente “architettura di
progetti in rete” che avrebbe potuto consentire l’uso di oltre 1 miliardo di
euro disponibili sulle Misure destinate dai Fondi strutturali
all’internazionalizzazione. Ben poco è stato fatto di tutto questo: i limiti
della burocrazia europea si sono radicati a livello regionale e hanno agito in
sinergia con l’impossibilità di coniugare diverse appartenenze politiche
presenti nei Governi regionali della scorsa legislatura. Di qui l’assenza di un
coordinamento tra le Regioni del Sud su questi temi. Ecco perché è importante
il rilancio di questo coordinamento voluto da Bassolino, approfittando della
comune appartenenza politica e, in molti casi, della personale amicizia tra i
neo Presidenti.
La sfida non è solo a livello interregionale. Bisogna operare all’interno delle
singole Regioni per ridurre il blocco della burocrazia: interessi contrapposti
di assessorati e incompetenze di alcuni burocrati, di fatto hanno paralizzato
le decisioni assunte a livello politico e inducono le intelligenze locali a
desistere dall’impegno e a porsi al servizio di altri organismi. Nel
Mediterraneo sono attive da tempo consociazioni di Regioni, quali ad esempio la
“Euroregione Pirenei-Mediterranea”, per sviluppare azioni congiunte nell’ambito
del partenariato euro-mediterraneo.
Le Regioni del Mezzogiorno d’Italia non devono costituire un’ennesima entità amministrativa
ma uno spazio aperto, capace di coinvolgere i Consigli e i Governi regionali
per azioni di cooperazione economica, socio-culturale e scientifica avendo come
“focus” i giovani e la comunicazione. Organismi qualificati, quali ad esempio
l’agenzia stampa Ansamed e la nostra Fondazione Laboratorio Mediterraneo-Maison
de la Méditerranée (che da tempo hanno sottoscritto un protocollo permanente di
cooperazione) possono affiancare le Regioni del Sud in questo difficile
percorso a condizione che vengano riconosciute immediatamente le specifiche
professionalità in una rinnovata mentalità e cultura politica basata sulla
dimostrata competenza e qualità. In mancanza, vi è il rischio di perdere
strumenti di competenza apprezzati e richiesti da altre Regioni e Paesi
euromediterranei. In questi giorni, in considerazione delle competenze maturate
e della rappresentatività istituzionale riconosciuta alla Fondazione - anche
quale Antenna europea e Capofila della Rete italiana della Fondazione
Euro-mediterranea per il Dialogo tra le culture (nella quale, guarda caso, sono
rappresentate Regioni quali il Friuli, il Trentino Alto Adige, la Lombardia, il
Piemonte e nessuna del Mezzogiorno (Sic!) — stiamo producendo documenti di
lavoro per altre Regioni del Mediterraneo Occidentale e del Medio Oriente per
far fronte a problemi comuni quali: l’insularità, i problemi delle zone con
scarsa o con troppa densità di popolazione, i quartieri in difficoltà nelle
grandi aree urbane, le zone industriali in declino, l’insufficienza della rete
dei trasporti, l’accoglienza degli immigrati, ecc.
Sarebbe un “non senso” dover lavorare nelle
nostre sedi del Sud d’Italia mettendo a disposizione strumenti, esperienze
maturate in oltre un decennio di attività e competenze per altri spazi regionali
del Mediterraneo. Da queste considerazioni nasce l’appello a Voi governatori
del Sud dell’Italia a voler utilizzare tutti gli organismi presenti sul
territorio, inclusa la nostra Fondazione, per raccogliere le sfide presenti su
una scala regionale importante, qual è il Sud d’Italia, in cui spesso è
difficile essere al passo con l’Europa allargata e con l’economia globalizzata.
Una prima sfida è l’organizzazione intorno a reti di trasporto moderne e a reti
di energia e di comunicazioni che rispondano alle esigenze della popolazione.
Le Regioni del Sud devono giocare un ruolo più importante nel Partenariato
euro-mediterraneo. Come affermato dal nostro Segretario Generale (già
Segretario generale del Consiglio d’Europa) Walter Schwimmer l’8 gennaio 2005 in
occasione del “Primo Concerto Euromediterraneo per il dialogo tra le culture”,
le Regioni hanno una sfida da cogliere in uno spazio, quello euro-mediterraneo,
in cui vi è non uno scontro tra culture, ma tra ignoranze. Siamo convinti che
Voi neo- governatori dobbiate essere capaci di trasformare una sterile
“identità dell’Essere” , da sempre associata all’ “Amore per il Potere”, in una
indispensabile “identità del Fare”, da associare al “Potere dell’Amore”: per il
dialogo, lo sviluppo condiviso, la giustizia sociale, i diritti umani e la
pace. Con questo auspicio formuliamo gli auguri più cordiali di buon lavoro.
Walter Schwimmer,
segretario generale della Maison de la Méditerranée
Claudio Azzolini
responsabile dei rapporti istituzionali
Predrag Matvejevic
presidente del Comitato Scientifico Internazionale della Flm
John L. Esposito,
presidente del comitato Scientifico Esecutivo della Flm
Caterina Arcidiacono
vicepresidente della Flm
Michele Capasso
presidente della Flm