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ITALIA OGGI
7 Novembre 1998



Dalla Sicilia forti accuse a Stato e UE


di Andrea Naselli

Durissimo attacco del presidente della regione siciliana Giuseppe Drago alla gestione dei fondi comunitari del progetto Meda: nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina a Palermo per la presentazione del convegno internazionale “Mediterraneo, terzo millennio”. “L’intervento dell’Unione”, ha detto senza mezzi termini, “è sbilanciato in modo vergognoso verso i paesi dell’ex blocco sovietico. E’ là che è stata concentrata la maggior parte delle risorse per lo sviluppo”. E cita una serie di dati. Secondo alcune rilevazioni condotte dalla Direzione regionale per i rapporti extraregionali, infatti, a fronte dei circa 7 mila miliardi stanziati per il progetto Meda ne sarebbero stati spesi circa 35 mila per i paesi dell’Est con diversi progetti fra cui il Tacis e il Phare. “Anche se la Commissione ammette un rapporto di uno a tre, “precisa il direttore regionale Francesco Attaguille, “secondo i nostri calcoli il rapporto è di uno a cinque”. Un esempio su tutti. Il 15 novembre prossimo scade il bando per la presentazione di progetti per “Ecos ouverture” ed i 4/5 dei fondi sono destinati ai paesi dell’Est. “Ma anche il Meda”, incalza Drago, “è stato gestito per favorire prevalentemente l’export delle grandi aziende del Centro-Nord. Non possiamo continuare ad affrontare il problema dei flussi migratori con le motovedette della polizia. Rispetto a questi problemi vi è un ritardo colpevole sia dell’UE che dello stato italiano”. A pochi mesi dalla scadenza della prima fase dei fondi Meda, giugno ’99, appena il 50% dei fondi, pari a 3.500 miliardi, è stato impegnato mentre la spesa effettiva ammonta a poco più di 2 mila miliardi . Un ritardo imputato alla modalità di gestione centralistica di questi fondi. Eppure si avvicina sempre di più la scadenza del 2010 fissata all’interno del Meda per il conseguimento delle condizioni di compatibilità tra i paesi dell’area del Mediterraneo. “Occorre quindi”, ha rimarcato Antonio Jannazzo, responsabile dell’unità interterritoriale 8 per la concertazione interistituzionale, “accelerare i tempi di una serie di progetti che stanno maturando in diversi settori”. L’evento, che sarà ospitato a Palermo dall’11 al 13 prossimo, prevede la partecipazione di oltre 40 relatori provenienti da una decina di nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. “Un’occasione unica”, ha sottolineato il presidente del Comen (organizzatore) Francesco Venerando, “per parlare di diritti umani, qualità della vita, flussi migratori, gestione risorse, sviluppo sostenibile, imprenditoria giovanile e insularità”.
Al terminerei colloqui, si stilerà un protocollo d’intesa e un’agenda lavori fino al 2000”.

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