LE IDEE FORZA
La
Maison de la Méditerranée (MdM) è concepita
come un processo di valorizzazione, ossia di messa a frutto sotto i profili culturali,
scientifici, sociali ed economico-finanziari, dell'amplissimo e già esistente
asset di natura relazionale costituito dalla multiforme e complessa rete di istituzioni
nate per l'azione vivificante della Fondazione Laboratorio Mediterraneo - Onlus.
L'asset fondamentale è dunque costituito da uno spazio relazionale
esteso, con maggiore o minore intensità, in tutti i Paesi del Bacino euromediterraneo,
cui nel corso degli ultimi dieci anni si è dato vita mediante le adesioni
formali di:
per un totale
di 561 istituzioni ed organismi, appartenenti a 33 Paesi euromediterranei, che
possono essere convocate, attraverso le infrastrutture telematiche e le azioni
poste in essere dalla Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ad un partenariato
attivo sui processi concreti di trasformazione dello scenario euromediterraneo.
Gli strumenti per l'attuazione di tale partenariato attivo sono appunto i Piani
d'Azione precedentemente descritti.
Il successo di tale proposta associativa
è consistente non solo presso i Paesi Partner mediterranei, ma anche presso
le collettività del Sud dell'Europa, e del Mezzogiorno d'Italia in particolare:
alla proposta associativa formulata per la MdM hanno fino ad oggi aderito 186
istituzioni locali e regionali europee e 97 Comuni italiani hanno dichiarato di
voler istituire sedi tematiche. Nella sola Regione Campania 80 comuni hanno aderito
al network: 49 hanno intenzione di costituire una bureau tematico ed altri 31
hanno predisposto progetti specifici di caratterizzazione euromediterranea da
sviluppare nell'ambito del network solidale costituito dalla Fondazione Laboratorio
Mediterraneo per la MdM.
Si tratta, come si può constatare per i
contenuti e le adesioni istituzionali, di network con funzione strategica per
l'impostazione e la maturazione attuativa del partenariato euromediterraneo. Ciascuna
di queste istituzioni costituisce infatti un circuito relazionale pronto ad attivarsi,
a mettere in rete uomini e donne, politici, funzionari ed esperti, per individuare,
concertare e programmare l'esecuzione di piani di sviluppo di interesse comune.Ciò
consente a tutti i partner dei diversi Paesi di essere protagonisti garantendo
loro un ruolo decisionale di guida e dirigenza del processo.
In conclusione,
la metodologia associativa dell'europartenariato proposta dalla MdM è fortemente
ispirata ad un'idea di "democrazia fattuale": riconoscere (e non contrastare)
il diritto di iniziativa per ciascun membro dotato di capacità propositiva,
sino a promuovere la nascita, nel seno stesso del network, di altre istituzioni
capofila. A loro volta queste possono procedere autonomamente alla adozione di
iniziative culturali ed istituzionali, che vengono poi reintrodotte nel circuito
più vasto della MdM, per aumentare la forza operativa e finanziaria delle
esecuzioni e per aumentare l'estensione dei circuiti di valorizzazione-fruizione.
Le
proposte sono dunque sia di carattere "top-down" (originati cioè
da deliberazioni degli organi centrali del network) che di carattere "bottom-up"
(originati cioè dall'iniziativa di membri od aggregazioni settoriali).
Il movimento di propagazione degli effetti è autopropulsivo, perché
i risultati di un'iniziativa possono essere gratuitamente utilizzati (capitalizzati)
da uno o più operatori per ulteriori sviluppi progettuali, le cui ricadute
tornano, attraverso l'effetto di valorizzazione in rete, a beneficiare gratuitamente
gli iniziatori del ciclo progettuale. Il finanziamento esogeno di una sola iniziativa
dà quindi luogo, nell'ambito del reticolo relazionale, a molteplici ricadute
di valorizzazione: è questa la "mano invisibile" che regola i
processi espansivi degli scambi nell'ambito dei partenariati a forte caratterizzazione
morale.
Le "idee forza" principali
sono:
1. La valorizzazione culturale ed istituzionale del partenariato
euromediterraneo e la costruzione di modelli operativi di co-sviluppo;
2.
Il consolidarsi e l'autonomizzarsi delle sue componenti organizzative periferiche
come fonte di successo, in quanto esse continuano ad attivare uno spazio relazionale
che consente agli organismi della Società civile e per essi ai Paesi di
aggregarsi nel perseguimento di scopi condivisi;
3. L'acquisizione di una
nuova forza progettuale nella complessa ricerca di un autentico partenariato alfine
anche di superare i contrasti che si realizzano tra i processi della "modernità"e
le tradizioni sociali e culturali dei Paesi extra-europei;
4. Porre risolutamente
al centro della propria proposta associativa la mutua riconoscibilità in
una cultura euromediterranea, capace di comporre le differenze storicamente costituite
e fonda la fiducia di base nella possibilità di costruzione di un futuro
comune e condiviso per l'area euromediterranea;
5. Costruire e gestire uno
spazio relazionale che è prima di tutto di carattere culturale, etico e
solidale. La percezione di questa potenzialità è probabilmente la
vera chiave di aggregazione della MdM e delle altre Sezioni autonome della FLM.
Su
queste convinzioni si fonda l'azione della MdM: aggiungere al network relazionale
posto in essere un nuovo "versante attuativo".
La Maison
de la Méditerranée promuove un principio di etica solidaristica
ed è tesa alla individuazione di terreni di convergenza, almeno limitatamente
ad alcune tematiche settoriali di interesse comune sotto il profilo economico-sociale
e culturale.